Storie di territorio

Uno, due e “soSTAnza”

Qualità è “soSTAnza”. Lo si può dire senza alcuna paura di essere smentiti dopo che la “piazza degli artigiani” di Festa a Vico ha chiuso i battenti. La passata edizione della kermesse aveva visto l’esordio di un selezionato numero di produttori di eccellenza, che stavolta hanno finito davvero con lo stupire il numeroso pubblico di chef, addetti ai lavori e semplici curiosi che hanno visitato “soSTAnza“.

 

 

Diversa la sala, identica la sede: il Moon Valley ha ospitato circa quaranta artigiani del gusto provenienti da tutta Italia e, per la prima volta, anche dall’estero (precisamente dalla Svizzera). C’erano quelli “di casa” che hanno colto con il solito entusiamo la chiamata dello chef Gennaro Esposito, tanti, invece, sono partiti da lontano per far conoscere le loro specialità e la loro terra. Alcuni sono tornati per essere presenti anche a questa seconda edizione, altri hanno partecipato incuriositi per la prima volta.

La soddisfazione più grande? Molti dei prodotti sono stati utilizzati per la preparazione dei piatti della Cena delle Stelle.

 

 

Eccelsa, però, la “soSTAnza” dei prodotti di tutti: dai formaggi abruzzesi alla bresaola emiliana, è stato come compiere un viaggio attraverso l’Italia dei sapori più autentici. Ogni regione raccontava la propria storia, ogni artigiano provava a raccontarsi e per farlo non ha esitato a mettersi alla prova, ad improvvisare un piatto o addirittura un abbinamento con un collega dando vita ad una nuova creazione. C’è chi addirittura ha costituito una “accoppiata”, nata proprio in occasione della Festa: formaggi laziali e agrumi calabresi. Tutto in un clima allegro, gioviale e di confronto, mai di sfida. Gli artigiani sono la “Manima” della Festa, ci mettono appunto mani e anima, ma anche tanto cuore. Interpretano ormai il senso di questo appuntamento, anzi si sono già dati appuntamento al prossimo anno, fornendo pure qualche consiglio per migliorare ancora la nostra “soSTAnza”. Non c’è due senza tre…