Storie di territorio

“Per molto tempo ho cercato un riferimento, poi è arrivato Gerardo”

Gerardo è Gerardo Balestrieri e Gennaro Esposito lo descrive così perché questo ragazzo di 35 anni in materia di funghi è, appunto, una “istituzione”. È arrivato alla Torre attraverso un passaparola, amici comuni lo hanno inviato in missione esplorativa da Gennaro Esposito e dal sous chef Giuseppe Di Martino. Già perché Gerardo non usa i social e non si fa pubblicità in alcun modo se non con i prodotti che trova in quelli che lui stesso definisce come “posticini”. Li chiama così perché da buon “cacciatore di funghi” non svela mai i luoghi prediletti.
“Generalmente, mi muovo tra la Basilicata e la Calabria ma per i tartufi, che sono l’altra mia grande passione, sono finito anche in Bulgaria – racconta Balestrieri -. Comunque, diciamo che sono ovunque ha smesso di piovere da un po’ e stanno spuntando funghi”. In effetti, Gerardo è ormai esperto di metereologia quanto lo è di funghi. Le due materie, curiosamente, vanno di pari passo.

 

 

“Io raccolgo circa una cinquantina di specie di funghi commestibili – spiega – ma come varietà ne avrò raccolte almeno un centinaio. In cosa cerco di differenziarmi dagli altri? Cerco posti inesplorati, cammino senza soluzione di continuità per andare esattamente lì dove mi sono prefissato perché ogni giorno è quello giusto per andare in un posto diverso”. Ecco, la chiave delle sue ricerche: “Devi raccogliere al momento opportuno e a seconda della qualità dei funghi: i primi li trovi circa otto giorni dopo la pioggia ma per vedere un piccolo porcino bisogna aspettare dodici giorni e solo verso i quattordici giorni i porcini arrivano a misura, cioè misurano dai 5 agli 8 centimetri”.

 

 

Gerardo ha un solo nemico, è il vento che rende più complicato o talvolta addirittura vano il suo lavoro. Quando non esce per funghi li studia attraverso corsi di micologia. Quelli che ritiene migliori li porta agli amici come Gennaro Esposito: “Mi piace tantissimo lavorare con la Torre perché posso proporre loro prodotti di nicchia e di qualità che altrove risultano addirittura sconosciuti. Ad esempio, il fungo verde, che tra l’altro è una delle pochissime specie che non continente neppure un minimo di veleno, è piaciuto tantissimo a Gennaro che lo adotta spesso. Io lo adoro, lo mangio addirittura all’insalata”. La specie di funghi prediletta da Gerardo resta però quella dei finferli, che lui chiama galletti. “Vederli nei piatti di Gennaro Esposito mi riempie di gioia, non me lo sarei mai immaginato quando da piccolo andavo a funghi con mio padre o quando, fino a pochi anni fa, facevo il piastrellista prima che questo hobby diventasse una professione”.