Pensieri, Azioni, Riflessioni

Conferme, sorprese e l’anno che verrà

Bilanci e prospettive, un classico nel momento di passaggio da un anno all’altro. Due aspetti della vita di ciascuno di noi che sono indissolubilmente legati perché dal consuntivo di quanto fatto nascono le considerazioni, e le aspettative, su quanto c’è da fare. Tutto si intreccia, come la mia vita personale e quella da chef. Senza la cucina ci sarebbe poco da raccontare, se però penso alla mia attività in correlazione al ruolo di marito e di padre allora posso tracciare una strada, guardare indietro e rivolgermi al futuro.

È stato un anno positivo da tutti i punti di vista, un anno di consolidamento e di valutazioni prospettiche per il 2020 che, ne sono convinto, ci regalerà grandi sorprese. Un anno di crescita, dunque, questo 2019 che se ne va, e non era scontato fosse così perché venivamo da stagioni importanti di approfondimento e di studio. Il buon momento della cucina Italiana continua, anche grazie allo sguardo immanente della tradizione ed ai giovani che la stanno reinterpretando in modo interessante. La Torre del Saracino, in tal senso, si pone come avanguardia della valorizzazione di un percorso di ricerca di questi sapori e della loro straordinarietà.

Un anno anche di grandi soddisfazioni: il riconoscimento quale Chef Mentor 2020 da parte della Guida Michelin è arrivato in modo inaspettato e ha riempito di orgoglio me e tutta la brigata della Torre, con la quale ho condiviso questa gioia. Del resto, vestiamo con orgoglio la stessa maglia e così abbiamo festeggiato insieme anche il premio che Identità Golose ha conferito al nostro pastry chef Carmine Di Donna.

Un anno, perché no, di piacevoli sorprese: la prima stella Michelin per It Milano che si è affermato come ristorante di qualità in un contesto altamente competitivo e poi l’apertura, un mesetto fa circa, di It a Londra, dal quale stanno arrivando già segnali interessanti. Un anno fortunato, “nonostante” Festa a Vico fosse arrivata alla sua edizione numero 17. Ora ci apprestiamo alla 18esima, quella della maturità. Abbiamo un format vincente ma tanta voglia di migliorarlo ulteriormente.

Un anno di impegni anche televisivi perché credo che la cultura culinaria possa essere divulgata pure attraverso questo mezzo, a patto però che il nostro lavoro di chef non venga mai “sostituito” da quello di “giudici”. A proposito, sono spesso severo con me stesso. È il modo migliore per provare sempre a migliorarsi, a spingersi verso obiettivi prestigiosi che è meglio tacere ma nei quali bisogna credere e per i quali lavorare intensamente.

Buon 2020 dal vostro Brother in Food.